In Romania il 1° marzo c’è l’usanza di offrire alla persona amata un piccolo regalino, un piccolo oggetto che viene appeso ad un cordoncino fatto dall’intreccio di un filo bianco con un filo rosso.

Questa spilla si offre alla persona cara che lo porterà per tutto il mese, o almeno nei primi giorni, attaccata al vestito proprio sopra al cuore.

Antica tradizione della regione carpatica, l’usanza del “martisor” ebbe inizio quando la gente cominciò a festeggiare con un rituale appropriato l’arrivo della primavera. Ai tempi delle popolazioni daciche questo oggetto era considerato magico e proteggeva i bambini e gli animali. Esso rappresentava il dio “Marsyas Silen”, inventore del flauto, e aveva una grande influenza sopra l’intera natura. Per questo lo si portava per tutto l’anno a partire dal 1° marzo.

Il cordoncino intrecciato dai due fili uno rosso e uno bianco riveste anch’esso una notevole importanza. Il rosso rappresenta il sole, la forza del fuoco, la passione e la donna, il bianco invece rappresenta l’importanza dell’acqua, le nuvole e l’intelligenza dell’uomo. Inoltre la combinazione e l’intrecciatura di questi due colori significa l’amore e la fedeltà fra uomo e donna, il congiungersi di queste due forze opposte che determinano il nuovo ciclo della vita.

Il 1° marzo era considerato nel vecchio calendario anche l’inizio del nuovo anno e per questo la forza magica del “martisor” sta nel cordoncino intrecciato che riveste anche il significato del passaggio dall’inverno all’estate, dal buio alla luce, dal male al bene. Questa bivalenza di opposti la troviamo spesso nella tradizione rumena e nelle sue storie.

Fonte:Osservatorio Balcani

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D2Sw9aEwD1W8&h=c0f8c